haiti che padreterno aiuti viaggio nell isola dell orgoglio che non basta

Quelle macchine, quei furgoni cigolanti, sull’orlo del cedimento definitivo, stracolmi di gente e colorate come le automobiline delle giostre, svelano un dato di fatto: quello di un Paese vulnerabile, orgoglioso e dignitoso, ma incapace di dare un volto credibile a una sua classe dirigente.

Un popolo che ha poi mostrato di resistere sempre e risorgere a stento – questo sì, miracolosamente – dopo le devastazioni degli uragani: l’ultimo, Matthew, dell’ottobre 2016, provocò 842 morti e un milione e mezzo di persone coinvolte; oppure sopravvivere dopo essere stati decimati dai terremoti: nel gennaio 2010, 14 scosse terribili uccisero più di 250 mila persone e sbriciolarono infrastrutture e case, tanto da costringere a vivere sotto le tende, per diversi anni, più di 3 milioni di cittadini.

Non sono mancate epidemie severe, né una sequela di altre sventure politiche, che portano i nomi e i cognomi di personaggi sconcertanti dalla pelle nera, capaci prima di condurre grandi lotte per la libertà , per mostrarsi subito dopo tiranni, infami, spietati, ambiziosi, voraci e corrotti, tanto da arricchirsi a dismisura, con i conti nelle banche all’estero, dopo aver promesso mari e monti a un popolo descolarizzato e facile da convincere con le chiacchiere.

haiti che padreterno aiuti viaggio nell isola dell orgoglio che non bastaultima modifica: 2018-03-14T00:20:18+01:00da tereminu
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